La Storia

La Nascita del rugby a Massa: le origini.

L’idea di realizzare una squadra di rugby amatoriale a Massa nasce quasi per gioco nell’estate 2009. Ad ottobre dello stesso anno il primo allenamento in campo, nell’impianto del CSI a Massa. Dal campo del CSI la squadra si trasferisce a marina di massa, nel campo situato alla fine del viale Mattei, di fianco alla pizzeria “Il vampiro”. Proprio dalla vicinanza con i discendenti del conte Dracula, spunta l’idea di chiamare la squadra “Magnaorecchi rugby team”.
Dopo un indispensabile periodo di rodaggio in cui i più vengono a conoscenza del magico mondo della palla ovale, la compagine dall’orecchio morso raggiunge una stabilità a livello numerico che permette di portare avanti l’avventura anche nell’inverno del 2009 e nella primavera 2010. Nell’invernata 2009 i magnaorecchi condividono alcuni allenamenti con il Lunigiana rugby, circostanza che oltre avvicina ancora di più i mangiatori di lobi al rugby giocato.
Anche se la situazione anagrafica non è delle più rosee (l’età media è di 85,6 anni), i magnaorecchi nella primavera 2010 sfidano la squadra old del livorno, confrontandosi per la prima volta in una partita su di un campo da rugby.
Dalla fine di maggio la squadra si sposta nel campo del mirteto dove rimane fino ad estate inoltrata.
L’estate vede impegnati i morsicatori in un torneo di beach rugby in attesa della ripresa degli allenamenti che arriva in autunno.
Mentre le foglie cadono dai rami, i magnaorecchi iniziano di nuovo ad allenarsi (con risultati atletici pari alle suddette foglie), spostandosi però a bonascola. E’ proprio questo il periodo più duro per l’avventura nero-fucsia. Forse per la lontananza dal castello Malaspina, forse per la stagione vagamente piovosa, il numero degli atleti scende vertiginosamente facendo temere per il peggio.
Con lo spostamento nel campo di Ricortola, avvenuto alla fine del 2010, la fiamma del rugby torna ad ardere.
Proprio con l’inizio del nuovo anno, ai “nonpiùgiovani” magnaorecchi si aggiungono nuovi loschi figuri, fortunatamente più vicini ai venti che ai quaranta.
Con il nuovo anno viene creata la società “Massa rugby asd”,con l’intento di dare una struttura alla squadra amatoriale e, almeno a quanto si evince dalle parole del presidente, con l’obiettivo di “diventare una squadra di rugby d’eccellenza”.
Forse per la sparata del presidente (era appena tornato dalla festa del raccolto), o forse per le botte prese in campo, inizia a ventilare dapprima nella testa di pochi, l’idea di formare una squadra per il campionato di serie C della regione toscana.
La cosa va ponderata per bene e seriamente, ed insieme alle tartarughe nija; a luigi e mario (i supermario bros); alla magica trippi; al pupazzo gnappo; a black macingo, sandy marton e gigi la trottola, si studiano i passi da intraprendere.
Dopo innumerevoli ore nel pensatoio e molteplici join venture (più simili a riti dionisiaci che ad un incontro tra lord anglosassoni), arriva la richiesta di una frangia del lunigiana rugby intenzionata a creare una realtà più vicina geograficamente: si apre la stagione del “forse se po’ ffà”.
L’ asd massa rugby ci pensa su un pochino, ed il presidente tra una festa all’Ugo Pisa ed una cena a Buckingham Palace, riunisce i più stretti collaboratori per raggiungere un verdetto.
Il periodo di incertezza non dura molto (più o meno come un parto di un elefante asiatico), ed alla fine, il 9 agosto 2011 si decide di intraprendere l’avventura del campionato.
Ed eccoci ai giorni nostri! Forse per l’influsso degli astri in quella notte di agosto, o forse per i consigli ricevuti dal presidente (ormai intimo della regina elisabetta), Il Massa rugby è ufficialmente iscritto al campionato di serie C della regione toscana.

La crescita ed il cambiamento

L’Apuani Rugby Massa infatti raccoglie il testimone dalla società Massa Rugby ed anche dall’Apuania Rugby Club, attiva nella Provincia di Massa Carrara dal 2005 al 2009 e rivolta a ragazzi tra i 14 e i 18 anni. A questo si aggiunge il “testamento morale” del gruppo amatoriale Magnaorecchi, nato dalla volontà di un gruppo di adulti di praticare questo sport nell’ottobre 2009.
Attualmente La Società Apuani rugby Massa, che conta circa 70 tesserati, è iscritta ai campionati di categoria con la squadra senior, ed insieme all’union Rugby Versilia per le categorie U14 ed U16.
Per il corrente anno sportivo l’attività comprende anche il settore mini rugby per bambini dai 7 8 agli 11 anni, la cui prativa sportiva ha preso il via nel mese di Settembre.
La proposta didattica nasce dalla piena consapevolezza degli alti valori contenuti nel rugby validi non solo sul campo da gioco ma come principi guida nella crescita: lealtà, fiducia nell’altro, solidarietà, forza del gruppo oltre al contatto diretto con la terra senza il timore di “sporcarsi le mani”, sono elementi fondamentali per uno sviluppo equilibrato nel rapporto con sé stessi e con l’altro, quali vera attitudine esistenziale per una relazione serena con il contesto di appartenenza.
La finalità è quella di trasmettere ai ragazzi alcuni dei concetti base del rugby, stimolando azioni e comportamenti creativi individuali, promuovendo la risoluzione del problema del contatto con il suolo e con l’avversario di gioco, introducendo gradualmente regole semplificate, nella consapevolezza di dover superare il pregiudizio che vede il rugby come uno sport violento e poco adatto sia ai ragazzi minuti che alle ragazze.
L’attività proposta ha la finalità di arricchire le esperienze affettivo-motorie dei ragazzi e di offrire loro una possibilità ulteriore nel momento della scelta di una attività sportiva.
Per l’associazione Massa Rugby il rugby è disponibilità, comunicazione, conoscenza, scopi comuni, divertirsi insieme, autogoverno, reciprocità, interdipendenza, problem solving ed espressione del sé corporeo, in linea con quanto previsto dalle finalità formative scolastiche.
Il rugby si pone come uno sport che non richiede, soprattutto nell’età dello sviluppo, particolari conformazioni fisiche , ma anzi è adatto a tutti , con le dovute cautele, anche a ragazzi con disabilità, fisica, cognitiva e relazionale, e non pone barriere culturali, parlando il linguaggio universale dello sport.
Tutto ciò verrà messo in atto con tecniche didattiche e sportive che stimoleranno nei ragazzi innanzitutto gli schemi motori di base, arrivando in modo interattivo a sviluppare l’iniziativa di gruppo e personale. L’attività motoria, basata su gesti semplici che non necessitano dieccessivi apprendimenti tecnici, esalta nel gioco lo sviluppo delle capacità coordinative .

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